Per una Pasqua di Pace!

Per una Pasqua di Pace!

Per una Pasqua di Pace!

E’possibile parlare e credere nella resurrezione, nella pace e nella fraternità universale quando nel mondo ci sono 54 conflitti bellici, alcuni conosciuti e molto vicini, e la maggior parte lontani e dimenticati? La “Terza Guerra Mondiale a Pezzi” (espressione di papa Francesco) non è solo una teoria, una ipotesi lontana, ma una realtà tangibile, e in un contesto globalizzato in cui siamo, direttamente e indirettamente, coinvolge tutti, anche le nostre famiglie, anche le nostre comunità cristiane, anche la nostra collaborazione pastorale. Papa Leone fin dall’inizio del suo pontificato ci parla della necessità di “Educare ad una pace disarmata e disarmante”.

Ma si può lottare senza armi? Come possiamo “conquistare” la pace senza avvalerci dei mezzi della forza, quando la logica del mondo coltiva un linguaggio violento che legittima la violenza, quando i nazionalismi emergenti diventano contrapposizione all’alterità? E noi come possiamo essere strumenti di pace anche se agli occhi dei grandi non contiamo?

1. Sorgente della pace per la Chiesa, per il discepolo di Gesù e per ogni uomo è la Parola di Dio. I conflitti interpersonali e comunitari non sono una novità di oggi, hanno origini da Adamo ed Eva. La Parola di Dio, raccontando le vicende di uomini, di popoli e di comunità molto concreti, ci ricorda che anche il conflitto può diventare un’occasione favorevole per dare avvio a nuovi processi di riconciliazione, per un mondo e una comunità “casa della pace”.
Dare credito alla Parola di Dio, aggrapparci unicamente al Vangelo significa
sognare una umanità di pace. E’ possibile essere artigiani di pace perché Dio è già all’opera.

2. Padre Emiliano Antenucci in un editoriale di famiglia Cristiana scrive: “La preghiera ti fa entrare in relazione con Dio. Pregare è stare alla presenza di Colui sempre presente. Il servo di Dio Giorgio La Pira nel 1959 così disse a Kruscev, perché c’era il rischio di una nuova guerra: “voi avete le atomiche, noi le bombe della preghiera”. La preghiera è “una bomba atomica” che fa
esplodere la pace nel mondo. La preghiera non ti risolve, come una bacchetta magica, i problemi della vita, ma ti cambia il modo di vedere la vita, le difficoltà e le situazioni difficili che ci sono.”
La preghiera non ci fa sentire soli, ci mette in rete spirituale e ci fa entrare nel circuito dell’amore perché Dio è amore e contribuisce alla pace del nostro cuore e tra i popoli.

3. Segno concreto di pace e di comunione è il cammino della nostra collaborazione pastorale iniziato ormai da alcuni anni. Accettare di camminare insieme, credere che da soli non si va da nessuna parte, scoprire le ricchezze delle altre comunità cristiane e condividerle perché dono di Dio per noi e per la nostra crescita, entrare in relazione tra comunità cristiane e prenderci cura delle nostre storie reciproche perché pagine di Vangelo e di testimonianza del Risorto, tutto questo è seminare buon grano di pace e di comunione nelle
nostre parrocchie, nei nostri ragazzi e giovani e nel nostro territorio.

4. Il dono più prezioso che le nostre parrocchie possono condividere siamo tutti noi in relazione. Le nostre relazioni sono il primo campo in cui costruiamo la pace e improntiamo una società fondata sulla fraternità e accoglienza reciproca. Prendiamoci cura delle nostre relazioni, della bontà e qualità delle nostre relazioni. Roberta Ronchiato (biblista) in una lectio rivolta a noi preti, parlando di processi di pace, ha detto: “E’ una Grazia di Dio poter incontrare una persona attraverso la quale vengo impedito di fare del male”. Il fratello o la sorella che incontro è strumento di pace. Io posso essere anch’io là dove vivo, nei piccoli gesti di ogni giorno, con le persone che la Provvidenza mi dona, strumento di pace e testimone della pace.

Scambiarci gli auguri di Pasqua significa allora portarci al centro della nostra fede e della vita della Chiesa perché il Risorto è Colui che ci dona continuamente il suo perdono sorgente di pace e di speranza per ciascuno di noi e per ogni uomo e donna nostri fratelli e sorelle.

 

BUONA PASQUA 2026
I preti della Collaborazione Pastorale