Ritorna da dentro, la grande avventura di ogni coppia

Ritorna da dentro, la grande avventura di ogni coppia

Il valore di ritrovarsi come coppie oggi

Viviamo in un tempo che ci chiede di essere performanti e produttivi. Siamo immersi in una società che pretende efficienza, connessione continua, risultati; una società che, talvolta, sembra aver dimenticato le lezioni della pandemia: la lentezza, l’essenzialità, il valore della presenza.

La tecnologia avanza e conquista sempre più spazio: tutto è disponibile online, anche percorsi di crescita personale e spirituale. La dimensione digitale offre molto, ma rischia di farci credere che possa sostituire il valore dell’incontro.

In questo scenario, assume un significato ancora più grande il gesto semplice – ma non scontato – di una coppia che decide di ritagliarsi un tempo reale, concreto, in presenza. Che valore ha oggi “uscire di casa” per ritrovarsi insieme? Per stare con altre coppie, condividere il cammino, non sentirsi soli?

In un’epoca che ci chiede tanto come individui e come famiglie, molte coppie sentono il bisogno di fermarsi, di riappropriarsi del proprio tempo, di prendersi cura del proprio amore e della propria storia. Desiderano uno spazio in cui coltivare relazioni autentiche, crescere nella fede e lasciarsi accompagnare nel proprio percorso di vita.

L’esperienza del Gruppo Coppie di Casale sul Sile

Da quest’anno è ripartita a Casale sul Sile l’esperienza del gruppo famiglie: un cammino che accoglie coppie giovani, appena sposate, e coppie con alcuni anni di matrimonio alle spalle.

Si tratta di un percorso che affonda le sue radici in una lunga storia di pastorale familiare. Negli anni, grazie all’azione dello Spirito, il gruppo ha saputo rialzarsi anche nei momenti più faticosi, rinnovandosi e adattando le proposte ai diversi bisogni delle famiglie. Ha alternato esperienze straordinarie – come uscite comunitarie e campi famiglie invernali – a incontri più semplici e ordinari, di una serata o una domenica mattina al mese.

Il gruppo si inserisce in un contesto più ampio di attenzione alla vita delle famiglie in Parrocchia, che comprende il percorso annuale di preparazione al Matrimonio e gli incontri mensili dedicati alle coppie che si preparano al Battesimo dei figli. Queste sono spesso occasioni preziose in cui tante coppie riscoprono la bellezza e il valore di prendersi cura della propria relazione; qui comprendono quanto sia importante il confronto, la condivisione, l’accompagnamento reciproco con altre coppie.

È proprio da queste esperienze che nasce, spontaneo, il desiderio di molte coppie di entrare a far parte del gruppo famiglie. Nel cammino condiviso, ciascuna coppia riconosce i frutti che maturano nel proprio quotidiano: una pienezza ritrovata nel vivere il proprio tempo, nel “darsi” tempo come persone e come coppia; una vita interiore e spirituale che riesce ad andare più in profondità; nuove relazioni e amicizie ricche, feconde, capaci di sostenere il passo della vita ordinaria. È da questa consapevolezza che nasce la scelta di continuare il percorso insieme, accompagnando e lasciandosi accompagnare all’interno di un cammino di gruppo.

Darsi tempo

Tutte le coppie, in ogni fase della loro storia, condividono la stessa necessità: darsi tempo. Tempo personale, tempo di coppia, tempo con altre coppie. È un dono prezioso, abitato da momenti di approfondimento su una tematica, di riflessione personale e di condivisione prima all’interno della coppia, e poi con le altre coppie che condividono il cammino. Il gruppo si nutre così di testimonianze di vita reale, di esperienze, di scelte quotidiane: è un tempo vissuto nell’ascolto reciproco e nella capacità di mettersi in dialogo.

Questo spazio condiviso diventa anche il luogo in cui si percorre un itinerario umano e di fede, un cammino che negli anni ha sempre arricchito la nostra vita. È un percorso semplice e concreto, ma sempre nuovo e attuale, che si lascia illuminare da riferimenti significativi del Magistero della Chiesa, come gli approfondimenti su Amoris Laetitia, sulle virtù vissute nella relazione di coppia, o sul tema della Speranza, proposto quest’anno nel tempo del Giubileo.

Il gruppo famiglie si apre con semplicità agli strumenti che la Chiesa offre: sussidi della Diocesi, proposte di Azione Cattolica e altri materiali utili per il confronto. Pur partendo da questi spunti, che aiutano la riflessione e il dialogo, il cammino resta attento alla vita concreta delle coppie, ai loro ritmi e alle loro domande, perché sia la realtà quotidiana a orientare le scelte del gruppo.

Prendersi cura

Dentro a questo percorso, facciamo esperienza del prendersi cura. Anzitutto, sentiamo che qualcuno si prende cura di noi: la comunità cristiana che accompagna gli sposi, i parroci che li sostengono, le coppie che si mettono a disposizione per preparare e guidare gli incontri. A questo si aggiunge la cura dei relatori invitati, che con dedizione e generosità preparano la loro proposta e offrono al gruppo la testimonianza semplice e sincera della loro fede e del loro amore. È un segno concreto dell’attenzione della Chiesa verso coloro che generano e custodiscono la piccola Chiesa domestica.

Allo stesso tempo, prendersi cura significa anche impegnarsi in prima persona: prendersi cura del proprio cammino interiore e della persona a cui ci siamo legati per sempre, con la sua storia e i suoi desideri, con cui condividiamo la vita e realizziamo la vocazione a cui siamo stati chiamati nel Matrimonio. È un prendersi cura che tocca la profondità della relazione e permette alla coppia di crescere insieme.

Questa cura si esprime anche in gesti semplici ma preziosi, come il servizio di alcune persone della nostra comunità, che si prendono cura dei nostri figli durante gli incontri. Un aiuto concreto che permette ai genitori di vivere con serenità il tempo dedicato alla riflessione e al dialogo come coppia.

Coltivare relazioni

Tutto questo genera relazioni. L’ascolto, il dialogo, la condivisione e la preghiera fanno crescere legami che, incontro dopo incontro, diventano più profondi e autentici. Sono relazioni che toccano la vita reale e permettono alle coppie di conoscersi davvero, di sentirsi accolte e non giudicate, creando un clima di fiducia e di confidenza che diventa via via più intimo.

Questi legami si nutrono anche di momenti di festa, di gratuità, di gioia condivisa: perché le relazioni, per maturare, hanno bisogno sia dell’impegno sia di celebrare la vita. E questa esperienza si allarga spontaneamente anche ai nostri figli, che tra giochi e amicizie sincere costruiscono legami forti, respirano un clima sereno tra famiglie e attendono con entusiasmo ogni occasione per ritrovarsi.

Sono relazioni che si aprono naturalmente alla comunità parrocchiale e alla vita della Collaborazione: attraverso le celebrazioni dei giubilei e degli anniversari di matrimonio, i pellegrinaggi, la preghiera comunitaria, le feste del paese e gli appuntamenti diocesani. Tra questi, la Veglia della Luce — che accoglie la Luce di Betlemme durante l’Avvento — e la Via Crucis delle Famiglie, molto sentita e partecipata nella preparazione alla Pasqua, sono occasioni in cui il cammino del gruppo coppie si allarga e diventa segno di speranza per tutta la comunità, testimonianza di una Chiesa viva

Ritorna da dentro la grande avventura

Per raccontare con un’immagine la bellezza di questa esperienza, possiamo lasciarci ispirare dalle parole della canzone Perduti di Gino Paoli: “sparisce la polvere dal cuore guardandoti, ritorna da dentro la grande avventura, ritornano tutti i minuti di un’ora, se mi volto verso te.”

Quella “polvere” è ciò che si deposita nel cuore quando la frenesia ci allontana e ci fa perdere il contatto con noi stessi e con l’altro. E sparisce d’un tratto quando torniamo a prenderci cura del nostro amore: in un gesto di tenerezza, in un tempo ritrovato, quando ricominciamo a guardarci negli occhi, a parlarci, a riconoscerci. Sparisce anche quando ci sentiamo sostenuti da una comunità che ci accompagna, da relazioni autentiche con altre coppie che si fanno vicine e ci fanno sentire che non siamo soli.

La “grande avventura che ritorna” è il progetto di Dio che abita in noi fin dal primo giorno, da quando siamo stati chiamati a dire il nostro sì. Non è mai scomparsa, ma ritorna perché finalmente facciamo spazio e mettiamo a tacere quelle voci interiori — distrazioni, preoccupazioni, delusioni, dolori — che rischiano di coprire con la loro polvere il significato ultimo della nostra vita: l’amore.

Così la coppia si riappropria del proprio tempo: un tempo pieno, condiviso, abitato. Ritornano “tutti i minuti di un’ora”, ritorna tutta la pienezza del tempo vissuto assieme. Quel “voltarsi”, semplice e profondo, diventa il gesto con cui ci ritroviamo: è rientrare in sé stessi e, insieme, riscoprirsi nel sorriso dell’amato che ci attendeva.